Editoriale

BUONA ESTATE IN COMPAGNIA DI UN BEL LIBRO!

Nell’era del “guardare”, della comunicazione visiva tout court, della connessione in rete che scandisce ormai ogni minuto della nostra vita, viene spontaneo chiedersi quale ruolo possa continuare ad avere nella nostra vita il libro. In una società basata sulla dinamica del guardare e del comunicare attraverso mezzi assolutamente impensabili anche solo cinquant’anni fa, non è superfluo riflettere su cosa ci dia la lettura di un libro. C’è un pensiero di Marcel Proust che forse sintetizza bene il rapporto speciale tra uomo e libro: “Ogni lettore quando legge, legge se stesso. L’opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso”.

Non una forma di comunicazione in declino, il libro, ma l’espressione specifica fondamentale sia della formazione intellettuale e spirituale di ognuno di noi, sia della cultura sistematica. Libro come mezzo per conoscere se stessi e il mondo…, al centro del sistema comunicativo.

L’estate è arrivata, carica di aspettative, di progetti, di ipotesi di stacco dalla routine quotidiana. In qualunque modo si decida di trascorrere le vacanze, un libro non dovrebbe mai mancare nella borsa o nella valigia. Sotto l’ombrellone, lungo un torrente di montagna, nella semplicità di una rilassante sosta nella propria casa: il libro costituisce già di per sé un viaggio. Della mente, dei ricordi, della fantasia.

E mi torna alla mente una considerazione di Umberto Eco sulla realtà del libro, proprio quell’oggetto fisico fatto di tante pagine di carta, da portare con sé e da sfogliare, con lentezza, con rapidità, con curiosità, magari qualche volta anche con un po’ di noia: “I libri da leggere non potranno essere sostituiti da alcun aggeggio elettronico. Sono fatti per essere presi in mano, anche a letto, anche in banca, anche là dove non ci sono spine elettriche, anche dove e quando qualsiasi batteria si è scaricata, possono essere sottolineati, sopportano orecchie e segnalibri, possono essere lasciati cadere per terra o abbandonati aperti sul petto o sulle ginocchia quando ci prende il sonno, stanno in tasca, si sciupano, […] ci ricordano che non li abbiamo ancora letti, si leggono tenendo la testa come vogliamo noi, senza imporci la lettura fissa e tesa dello schermo di un computer, amichevolissimo in tutto salvo che per la cervicale. […] Il libro da leggere appartiene a quei miracoli di una tecnologia eterna di cui fan parte la ruota, il coltello, il cucchiaio, il martello, la pentola, la bicicletta”.

Buona estate, a tutti i lettori di “In Libreria”, naturalmente con uno dei tanti libri che la nostra rivista vi propone!

Bruna Bertolo